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Lavori in quota: gli obblighi del datore di lavoro

La prevenzione dei rischi durante lo svolgimento di lavori in quota è precisamente normata dal Testo unico per la salute e la sicurezza sul lavoro. Uno dei ruoli chiave è quello del datore di lavoro

I lavori in quota interessano numerosi settori e, a causa della possibilità di caduta dall’alto, comportano rischi significativi per la sicurezza dei lavoratori. Pertanto, è essenziale che vengano adottate precauzioni e misure di sicurezza adeguate: il datore di lavoro è responsabile della pianificazione, dell’attuazione e del controllo di tali misure.

Come specificato nel Decreto 81, infatti, qualora i lavori temporanei in quota non possano essere eseguiti in condizioni di sicurezza a partire da un luogo adatto allo scopo, il datore di lavoro identifica le attrezzature e le pratiche adatte a garantire condizioni di lavoro sicure. 

Inoltre, è sua responsabilità:

  • Condurre una corretta valutazione dei rischi;
  • Fornire ai lavoratori attrezzature e formazione adeguate alle mansioni da svolgere;
  • Scegliere il tipo e la modalità di accesso ai posti di lavoro in quota più idonei, in rapporto alla frequenza di circolazione, al dislivello e alla durata dell’impiego. I sistemi di passaggio e/o di accesso alle postazioni in quota non devono essere interessati da ulteriori rischi di caduta, e devono sempre consentire l’evacuazione in caso di pericolo;
  • Predisporre l’adozione, da parte dei lavoratori, delle attrezzature e delle pratiche più sicure possibile per lo svolgimento della specifica mansione in quota. La scala a pioli, ad es., può essere utilizzata come postazione di lavoro solo nei casi in cui l’uso di altre attrezzature di lavoro considerate più sicure non è giustificato a causa di:

– Un livello di rischio molto limitato;

– Una durata molto breve della mansione;

– Una specifica conformazione dell’ambiente di lavoro, che non può essere modificata e che richiede l’utilizzo della scala a pioli.

  • In seguito alla corretta valutazione del rischio, selezionare la modalità di posizionamento più sicura per il lavoratore. Il ricorso a funi alle quali il lavoratore è direttamente sostenuto, ad es., è consentito solo qualora risultasse che il lavoro può essere effettuato in condizioni di sicurezza e l’impiego di un’altra attrezzatura di lavoro considerata più sicura non è giustificato.
  • Individuare le misure utili a minimizzare quanto più possibile i rischi per i lavoratori, prevedendo se necessario anche dei dispositivi di protezione dalle cadute. I dispositivi, collettivi o individuali, devono evitare o arrestare la caduta dai luoghi di lavoro in quota prevenendo eventuali lesioni ai lavoratori.
  • Assicurarsi che, ogni qualvolta vi sia da svolgere una mansione che richiede la temporanea eliminazione di un dispositivo di protezione collettivo, i lavoratori adottino misure di sicurezza equivalenti (ad es. DPI) e stabilite in seguito alla valutazione del rischio. Una volta terminata la specifica mansione, i DPC devono essere ripristinati.

Inoltre, il datore di lavoro vigila sull’adozione delle pratiche stabilite dal Documento di valutazione dei rischi e ne monitora l’efficacia con il passare del tempo.

Ricordiamo quindi che anche durante lo svolgimento dei lavori in quota il datore di lavoro ha la responsabilità di creare un ambiente sicuro proteggendo i lavoratori dai più comuni rischi di queste attività.

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